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Guerrieri omerici prima di Omero
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Rafminimi
2013-07-20 07:53:19 UTC
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ritrovamento dieci anni fa, ora un saggio scientifico riscrive una pagina
della manifattura e della cultura greca
Guerrieri omerici prima di Omero
Una danza armata dipinta su un vaso cretese del X secolo a.C. La scoperta
eccezionale aiuta a ridefinire i processi civili e sociali di iniziazione
dei giovani

Nessuno nel mondo antico poteva dirsi più abile dei cretesi nell'arte
della danza. Gli abitanti dell'«isola dalle cento città» erano considerati
danzatori per antonomasia e tale fama appare già ben radicata nei poemi
omerici. Vi si narra che a Cnosso, Dedalo, il leggendario artefice del
Labirinto, aveva costruito per Arianna «dalla bella chioma» una pista da
ballo, dove giovani e fanciulle danzavano tenendosi per mano, piroettando su
se stessi, o lanciandosi in assolo acrobatici.

L'eroe cretese Merione, discendente dal mitico re di Creta Minosse (e
atleta protagonista dei giochi funebri per Patroclo), è detto capace di
schivare la lancia nemica proprio in virtù della sua abilità nella danza. A
Creta, infine, e ai Cureti, leggendari daimones cretesi, era assegnata
l'invenzione
della più celebre delle danze, la danza armata o pyrriché, che svolgeva un
ruolo primario nell'educazione dei giovani. Riservata a occasioni molto
speciali come cerimonie funebri o iniziazioni giovanili, e finalizzata
all'esibizione
dell'abilità individuale, la danza armata era il mezzo attraverso cui i
giovani greci imparavano a usare le armi al suono della musica, a maneggiare
in maniera appropriata lancia e scudo, ad acquisire la necessaria agilità
fisica per combattere fianco a fianco con i loro compagni.

I danzatori di pyrriché erano rappresentati nudi, con indosso solo lo
scudo e l'elmo, e con in mano un'arma d'offesa, la lancia, la spada o il
giavellotto. Era in occasione del loro ingresso nel mondo degli adulti,
quando venivano acclamati cittadini, e venivano loro assegnati armi e
fanciulle come spose, che i giovani cretesi erano chiamati a danzare:
allora, al pari dei Cureti - come testimonia un antico inno riportato su
un'iscrizione
di epoca romana, trovata nel santuario della città di Itanos a Palaikastro,
sul versante orientale dell'isola - danzavano in armi attorno all'altare di
Zeus.

Nel 2002 a Creta, nello scavo dell'insediamento sulla collina della
Kephala, alle propaggini occidentali del massiccio dello Psiloriti e
all'interno
del territorio della futura città greca e romana di Sybrita, è stato
scoperto un cratere fittile decorato con la più antica scena di danza
armata, in Grecia, che si data al X secolo a.C. e la cui pubblicazione
scientifica è appena apparsa su una rivista specializzata del Consiglio
Nazionale delle Ricerche. Il vaso è un manufatto rivoluzionario che consente
di trascinare indietro di alcuni secoli, ben prima di Omero e della nascita
della polis nel corso dell'VIII secolo a.C., l'origine della danza armata,
pratica sociale tra le più importanti della Grecia antica.

La regione dello Psiloriti è la provincia aspra e impervia di Creta che
include anche ilmonte Ida, la vetta più alta dell'isola. Proprio qui la
mitologia greca ha collocato la nascita e l'infanzia di Zeus, custodito dai
Cureti in una grotta inaccessibile nella quale il fragore creato dai loro
scudi avrebbe nascosto i vagiti del bimbo al padre Cronos che lo voleva
divorare. Qui l'archeologia moderna ha individuato il santuario in grotta
dell'antro Ideo, identificato dagli antichi come culla di Zeus e unico
santuario pancretese che l'isola abbia mai avuto.

Anche oggi la regione dello Psiloriti mantiene una sua forte identità,
caratterizzata da un'economia spiccatamente pastorale e dalla persistenza di
un sistema sociale arcaico, fondato sull'incontrastata preminenza di valori
tradizionalmente maschili. In quest'area di Creta la ricerca etnografica ha
mostrato come le differenze culturali siano costruite attraverso pratiche
sociali che celebrano appunto la mascolinità. Un maschio deve saper bere a
dismisura, saper usare le armi, saper danzare, saper razziare gli animali, a
un livello tale di eccellenza che tutti lo possano immediatamente
riconoscere. Attraverso queste azioni, modi di comportamento speciali, e
oggetti come la lira, strumento musicale cretese per eccellenza, diventano
il simbolo di gruppi locali e riflettono (ma allo stesso tempo creano),
valori condivisi che danno forma alle istituzioni sulle quali la comunità
tradizionale è fondata. Volendo indagare le strutture sociali della stessa
area alla fine del II millennio a.C. - una fase nella quale l'unico gruppo
sociale discernibile è quello dei guerrieri, e la maggior parte delle
rappresentazioni figurate rimandano alla caccia - è stato per me quasi
inevitabile fare ricorso all'approccio etnografico che si applica al
panorama culturale cretese moderno.

Il cratere fittile della danza armata è stato ritrovato all'estremità
occidentale dell'insediamento sulla Kephala nel vano principale
dell'Edificio
3. Contesto e natura degli oggetti associati al cratere fanno intendere che
il vaso fosse stato usato in un ambito elitario e, data la sua complessa
rappresentazione figurata, al momento senza confronti, deve essere stato
prodotto su commissione per un evento specifico che includeva certo un
banchetto: un evento che, possiamo immaginare, a livello locale sia
rimastomemorabile. Sul vaso di Sybrita sono dipinti tre guerrieri in armi
che a differenza delle raffigurazioni note tra XII e VIII secolo a.C. non
sono rappresentati in processione o nell'atto di combattere ma con le
braccia sollevate e le palme aperte in atto di danzare. Accanto a loro, una
lira e un cimbalo o timpano, strumento musicale simile a uno scudo, alludono
all'accompagnamento musicale che doveva scandire la danza dei guerrieri.

Quando il vaso venne dipinto, l'alfabeto non aveva ancora fatto in Grecia
la sua comparsa, ma certo storie fantastiche e di eroi - alcune formatesi
nelle corti dei palazzi minoici emicenei, altre acquisite dall'ambiente
mediterraneo e vicino-orientale - erano da molti secoli recitate e
tramandate in forma orale. Molte di queste avrebbero più tardi contribuito
alla stesura dell'Iliade e dell'Odissea. La raffigurazione sul vaso di
Sybrita non ha precedenti nel repertorio cretese dell'età del Bronzo, né può
essere collegata alle scene di derivazione orientale presenti su qualche
vaso da Cnosso, allora uno dei principali centri dell'isola. Piuttosto essa
deve essere considerata l'invenzione originale di un artigiano che ha tratto
ispirazione dal contesto sociale nel quale viveva. In una società fondata
sulla comunicazione orale la scena rappresentata, perché avesse successo,
doveva essere ben comprensibile al pubblico e contribuire allo sviluppo di
un linguaggio visivo comune. Di fatto in Grecia antica le rappresentazioni
figurate erano fondate su un discorso narrativo che si stabiliva tra
artigiano e fruitori del vaso: attraverso di esso contribuivano entrambi
alla costruzione delle storie rappresentate e alla loro trasmissione. In
altri termini, le scene figurate non avevano solo intento decorativo, ma
svolgevano anche un ruolo socialmente attivo all'interno del loro contesto
di riferimento.

La scena rappresentata sul vaso della danza armata è un indizio importante
del fatto che nell'insediamento sulla Kephala, a due secoli di distanza dal
collasso delle strutture statali dell'età del Bronzo, una comunità
socialmente e politicamente articolata aveva nuovamente preso forma sotto la
guida di corpi privilegiati che si connotavano come guerrieri, che gestivano
l'attività di culto ufficiale ed erano interessati alla propria
autorappresentazione. Se dunque il cratere è la forma simbolo del banchetto,
la scena di danza armata codifica i modi in cui un gruppo della comunità di
Sybrita assegnò a se stesso il privilegio dell'iniziazione maschile,
celebrandolo, forse per la prima volta, con una cerimonia che deve aver
incluso anche un banchetto. Il vaso può essere considerato l'espressione
iconografica e rituale di quell'istituzione che consentiva alla società
locale di assicurare la propria continuità, e che avrebbe dominato la forma
peculiare di polis che si sarebbe sviluppata a Creta: un sistema basato su
gruppi di età in cui l'appartenenza familiare e il legame con il clan
ricopriva il ruolo più importante.

In tal senso il cratere di Sybrita sembra esprimere un ideale di
mascolinità che va oltre la celebrazione dell'abilità fisica e sostiene la
formazione di una «leadership» in grado di assicurare la permanenza al
vertice di uno specifico gruppo familiare. Rimandando a un modello di
stabilità sociale forse connesso agli stadi iniziali della città-stato, la
scena sul cratere di Sybrita raffigura la pratica dell'iniziazione maschile,
e i guerrieri rappresentati si possono identificare con giovani cretesi
appena ammessi al corpo degli adulti. Ed è verosimile pensare, come aveva
intuito Jane Harrison nella Cambridge degli inizi del '900, che siano stati
simili rituali a dare vita amiti come quello dei Cureti ai quali viene
attribuita l'origine della danza armata nell'isola. A più di cento anni da
quella intuizione, il cratere di Sybrita esorta amantenere attivo il dialogo
tra antropologia, sociologia e Grecia delle origini.

Anna Lucia D'Agata
danilog
2013-07-21 11:06:34 UTC
Permalink
VEDI
http://it.wikipedia.org/wiki/Omero_nel_Baltico
Jerry
2013-09-22 05:29:11 UTC
Permalink
Dato che ho avuto problemi con il pc, faccio una prova d'invio per
vedere se ho reimpostato i parametri giusti, ciao a tutti


Jerry

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