Discussione:
Ischia - Nasce il comitato per la Storia, la Cultura e l’Archeologia
(troppo vecchio per rispondere)
gianni@albertoischia.it
2011-10-20 08:05:52 UTC
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http://www.albertoischia.it/blog/ischia-cultura/nasce-il-comitato-per...

Nasce il comitato per la Storia, la Cultura e l’Archeologia dell’Isola
di Ischia

GianniMa
http://www.albertoischia.it/blog/author/amministratore/
Righel
2011-10-20 10:06:49 UTC
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Post by ***@albertoischia.it
Nasce il comitato per la Storia, la Cultura e l’Archeologia dell’Isola
di Ischia
Interessante.
Ma il problema, a mio modesto parere, non è tanto quello di stimolare la
Soprintendenza a fare ricerche, quanto quello di trovare degli sponsor
destinati a finanziarle.
In bocca al lupo, comunque.
--
Righel
______________________________
http://digilander.libero.it/FRRU/Ind0.htm
Brigida
2011-10-20 23:09:59 UTC
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Infatti!
Ancora sto aspettando che gli scavi a Punta Chiarito riprendono. Tanti
reperti nei nostri musei/scavi sono in cerca di una sistemazione e dei resti
del tempio pitecusano al porto di Ischia non se ne parla più.
Quanti comitati abbiamo visto nascere e ... morire :/
Brigida
Righel
2011-10-21 00:32:30 UTC
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Post by Brigida
Infatti!
Ancora sto aspettando che gli scavi a Punta Chiarito riprendono.
Ma vale la pena che riprendano?
Mia cara Brigida, tu sai quanto me (forse più di me) in quali condizioni
versano gli scavi effettuati in passato: Pompei sta crollando qua e là,
Ercolano si mantiene con lo scotch e il nastro adesivo.
Cuma, bene o male, si salva perché il Funzionario Responsabile ci sta
rimettendo di tasca propria per tenerla in sicurezza e perché ci lavorano
missioni straniere (francesi e americane) e l'Università.
Qui a Napoli, ormai, si scava solo in situazioni di emergenza per salvare il
salvabile dalle perforazioni per le varie metropolitane.
Non so più quanti "parchi archeologici" ho visto nascere in quest'ultimo
decennio e poi chiudere per mancanza dei fondi necessari a pagare il
personale di guardia. Vado a memoria:
- Il parco archeologico di Trinitapoli (Foggia) relativo all'età del
bronzo, al quale ho lavorato anch'io nel tentativo (inutile, a mio parere)
di dare un senso archeoastronomico a una serie di buche di palo decisamente
anomale.
- Il parco archeologico di Ocriticum (Cansano, L'Aquila) la cui area sacra
contiene ben tre templi dei Peligni.
- Il santuario pentro di Campochiaro (Campobasso)
- Il tempio apulo di Canosa di Puglia (Bari)
- Il tempio irpino di Mefite a Casalbore (Avellino)
- Il santuario dei Liguri Apuani di Bebium (Circello, Benevento)
- Il santuario caraceno di Iuvanum (Montenerodomo, L'Aquila), con due
templi che sovrastano la città antica.
- L'area sacra lucana di Rossano di Vaglio (Potenza)
... e poi ancora Pietravairano (CE), Pratella (CE), Quadri (CH), San Buono
(CH), San Giovanni in Galdo (CB), San Pietro di Cantoni (CB), Schiavi
d'Abruzzo (CH), Teano (CE), Torre di Satriano (PZ), Tricarico (MT),
Vastogirardi (IS) e chissà quanti altri che ora mi sfuggono.

Mi dispiace dirlo, Brigida, ma è meglio che Punta Chiarito resti così com'è,
in attesa di tempi migliori :-(
Post by Brigida
dei resti del tempio pitecusano al porto di Ischia non se ne parla
più.
Non so nulla di questo tempio, mi daresti qualche informazione?

Grazie e ciao,
--
Righel
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http://digilander.libero.it/FRRU/Ind0.htm
Brigida
2011-10-21 23:13:29 UTC
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Caro Righel, ti devo - purtroppo - dare ragione su tutto quel che hai
scritto. E so bene che i nostri tesori sono alla mercé di chi dice che con
la cultura (ed affini) non si mangia.
Ma la speranza rimane. Magari come minuscolo lumicino ma c'é.

E' che qui a Ischia a parole a fondazioni abbondiamo ma poi con i fatti...
solo in pochi casi qualcosa si fa. Dopo un po tutto l'entusiasmo dell'inizio
si scioglie come neve e all'improvviso non vedi più nessuno in giro.

Su quel tempio avevo un articolo sul Golfo ma purtroppo mi sa che l'ho perso
nei vari traslochi.
Ti copio quel che avevo messo su bloc-notes e non so per quanto sia
attendibile. Dopo il 2007 mi ricordo che ancora uscì qualcosina ma dato che
stanno facendo (o stavano?) dei lavori per un depuratore e hanno tolto un
mezzo bosco di sterpaglie io non saprei che fine hanno fatto quei reperti.
Te lo mando in un altro post per non allungare questo inutilmente.
Brigida
2011-10-21 23:16:59 UTC
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ISCHIA 14-7-2007


Lo scavo archeologico di Punta San Pietro

Trovati anche mattoni e anfore, prosegue la scoperta del tempio pithecusano

Nelle ultime settimane sono emersi reperti che confermano la presenza di un
edificio sacro. Ma l'impatto dell'eruzione fu più violento di quanto si era
pensato e si amplia l'area da indagare. Intanto negli spazi già esplorati
sono ripresi i lavori per il depuratore. Ma sulle fasi decisive dello scavo
grava il rischio della mancanza di fondi

Isabella Marino | Ischia - Dopo le tegole, i mattoni. Man mano che affiorano
dal terreno i frammenti rimasti sepolti per ventisei secoli, altre prove
arrivano a sostenere l'ipotesi su cui da circa quattro mesi sta lavorando l'équipe
della Sovrintendenza Archeologica di Napoli e Caserta. Che, cioè, in quel
sito sulla collina di San Pietro dove si è aperto il cantiere per il
depuratore, sorgesse in epoca greca un importante santuario, distrutto dall'eruzione
vulcanica che nel IV secolo a.C. sconquassò l'altura e tutta l'area
circostante. Fu allora che, come racconta Plinio nella sua "Storia naturale",
un centro abitato fu inghiottito dalla terra, creandosi una enorme
depressione che sarebbe poi diventata un lago, a sua volta trasformato nel
porto di Ischia nel 1854. E proprio quell'eruzione, che ha "sigillato" lo
stato dei luoghi fino ai nostri giorni, sta rendendo possibile una delle più
grandi scoperte archeologiche registrate sulla nostra isola. E, dunque, del
bacino mediterraneo, considerato il ruolo di Pithecusa nella storia
magno-greca. Più di un mese fa, dopo aver raggiunto in tutta l'area dello
scavo il livello del VI secolo a. C., gli esperti avevano riportato alla
luce uno strato di tegole dipinte, in rosso e nero, che corrispondeva
presumibilmente al tetto dell'edificio sacro, collassato per l'impatto con
la massa di materiali vulcanici che si era abbattuta sulla collina che lo
ospitava. Collina che, all'epoca, era molto più bassa di come la conosciamo
oggi. Dopo aver effettuato tutti i rilievi sul quel manufatto, averne
disegnato e fotografato ogni millimetro e recuperato con la massima cura
tutte le tegole, insieme agli altri numerosi e pregevoli frammenti di
terracotta riemersi, si stabilì di procedere all'esplorazione degli strati
sottostanti, pensando che sotto il tetto si trovasse subito la struttura del
tempio, schiacciata dal crollo della copertura. Ma al di sotto delle tegole
furono trovati ancora grossi quantitativi di sabbia e di materiali
vulcanici. Non da soli, però. Frammisti ad essi sono stati scoperti
frammenti di ceramica del VI secolo appartenenti ad anfore intere, rotte
dall'eruzione. E diversi mattoni di argilla cruda, che confermano
chiaramente che in quel luogo devastato, in epoca pithecusana c'era un
edificio sacro . I progressi enormi compiuti dallo scavo nelle ultime
settimane hanno consentito di "leggere" in modo più preciso e corretto
quanto lo straordinario sito ischitano ha custodito nei millenni.
Evidentemente, l'eruzione provocò lo smottamento della parte alta della
collina in direzione del mare. E ciò spiega la presenza di quell'enorme
massa di detriti. Che si estende ben oltre i limiti dello scavo attuale. E'
stato calcolato, infatti, che la superficie esplorata finora corrisponde a
circa un terzo della zona interessata da quello smottamento di materiali,
che si sono disposti su tre livelli distinti. In base a questa nuova
valutazione dello scavo, gli archeologi hanno stabilito di chiudere la
porzione già esplorata e di cominciare a scavare al di là di essa, in
direzione di un secondo saggio di terreno che, in base ai carotaggi
effettuati inizialmente in tutta l'area del cantiere del depuratore, aveva
rivelato la presenza di materiali di epoca greca. A questo punto, anche la
ricerca si fa più mirata. Seguendo il corso dei detriti, ci si dovrebbe
imbattere nei resti della struttura portante del tempio, trascinati anch'essi
dallo scivolamento della sommità della collina verso il mare. D'altronde,
proprio il carotaggio aveva indicato in quel secondo punto di scavo un sito
di straordinarie potenzialità, forse più ricco di reperti del primo. E
questa ipotesi troverebbe una spiegazione più chiara ora che si è compresa
la dinamica dei violenti cambiamenti che investirono all'improvviso la
collina, per effetto dell'eruzione descritta da Plinio.

RIPRESI I LAVORI AL DEPURATORE
A punta San Pietro i sondaggi archeologici proseguono con grande perizia ed
intensità. E si andrà avanti così fino alla settimana di Ferragosto, nella
quale è prevista una breve interruzione. Poi si dovrebbe riprendere a
lavorare per portare a compimento lo scavo. Ma su questa seconda fase dell'intervento,
importantissima, addirittura decisiva, grava allo stato il rischio della
mancanza di fondi. L'auspicio è che, proprio alla luce della straordinaria
sorpresa che il sito ischitano ha riservato, la Regione, finanziatrice del
depuratore e anche dell'indagine archeologica fin qui realizzata, conceda un
finanziamento adeguato a portare a buon fine lo scavo. L'ente di Santa Lucia
ha investito e sta investendo risorse importanti nella valorizzazione del
patrimonio archeologico campano, con particolare riguardo all'area flegrea,
dove si stanno portando avanti progetti di scavo molto importanti. E sarebbe
davvero un peccato se, al di qua del mare, sull'"isola madre" della
colonizzazione greca della costa flegrea e del resto della Magna Grecia, non
si riuscisse a svelare un tassello importantissimo di quella storia soltanto
per mancanza di soldi. Tra l'altro, Ischia in questi anni ha usufruito in
misura minima - meglio sarebbe definirla miserrima - anche dei fondi europei
destinati al patrimonio storico-culturale della Campania, per cui sarebbe
incomprensibile se ora le venisse negato un finanziamento per coprire i
costi dello scavo di Punta San Pietro fino alla fine. Pithecusa merita più
considerazione da parte di tutti, degli ischitani come delle istituzioni
napoletane. E la scoperta di San Pietro potrebbe dare un contributo
significativo anche in questa direzione. Intanto, a testimonianza di come si
sia sviluppata positivamente la collaborazione tra la Sovrintendenza
Archeologica e il Commissariato di Governo per l'Emergenza Bonifica e Tutela
delle Acque in Campania, che sta realizzando il depuratore di San Pietro,
sono ripresi i lavori per la grande e importante opera pubblica, destinata a
risolvere un problema ambientale enorme a beneficio dei Comuni di Ischia e
Barano. E soprattutto della salute del nostro mare. Man mano che i sondaggi
archeologici si sono spostati, infatti, negli spazi già indagati e liberati
dai reperti antichi, le squadre degli addetti alla costruzione del
depuratore hanno ricominciato a lavorare alacremente. E così si continuerà a
fare anche nelle prossime settimane. In linea con quanto previsto fin dall'avvio
dello scavo. Tutti i reperti e le testimonianze antiche che saranno
rinvenute, saranno trasferite ed esposte altrove, liberando l'area per la
realizzazione del depuratore.
Righel
2011-10-22 21:52:30 UTC
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Post by Brigida
Lo scavo archeologico di Punta San Pietro
Grazie, Brigida, sei stata gentile ed esauriente, come sempre.
Non sapevo nulla di questo "supposto" tempio ma c'è qualcosa di nuovo,
comunque, per quanto riguarda l'intero complesso delle strutture
magno-greche dell'area flegrea.

Giovedì pomeriggio sono stato ad una conferenza della dott. Daniela
Giampaola, presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
La relazione riguardava lo stato degli scavi (di emergenza, ovviamente!)
effettuati a Napoli, in piazza Santa Maria degli Angeli dove è stato
raggiunto lo strato neolitico.
Come sai, quella zona, alle falde settentrionali della collina detta Monte
Echia o Pizzofalcone o Monte di Dio, era fortemente sospettata di essere il
luogo dove sorgeva la città di Partenope, costruita (secondo la tradizione
letteraria) con il permesso dei Cumani se non direttamente da loro,
probabilmente intorno al VII secolo a.C.
Il problema che alla luce di questi scavi oggi si pone riguarda alcuni
frammenti di ceramica eubea che sono stati datati (non so però con quale
metodo) fra la prima metà dell'VIII e la fine del VII.
Se questa datazione verrà confermata dovremo riscrivere l'intera storia
della colonizzazione euboica non solo di Partenope ma anche di Cuma e forse
di Pithekoussai, cioè della tua isola d'Ischia, retrodatando il tutto di un
mezzo secolo circa.

Cordiali saluti,
--
Righel
______________________________
http://digilander.libero.it/FRRU/Ind0.htm
Brigida
2011-10-23 14:31:10 UTC
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Post by Righel
Se questa datazione verrà confermata dovremo riscrivere l'intera storia
della colonizzazione euboica non solo di Partenope ma anche di Cuma e forse
di Pithekoussai, cioè della tua isola d'Ischia, retrodatando il tutto di un
mezzo secolo circa.
Già David Ridgeway nel libro "L'alba della Magna Grecia" datava la
fondazione di Pithekoussai intorno al 1050 aC, cosa che nessun altro pare
avesse ancora confermato o riconosciuto. Così non mi stupirebbe nessuna data
ancora più indietro del tempo. Da una parte i fenomeni vulcanici hanno
inghiottito una marea di reperti ma dall'altra hanno anche restituiti.
Chissà quante cose ancora non sospettiamo neanche!
Buona domenica!
Brigida
Righel
2011-10-23 21:23:14 UTC
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Post by Brigida
Già David Ridgeway nel libro "L'alba della Magna Grecia" datava la
fondazione di Pithekoussai intorno al 1050 aC, cosa che nessun altro
pare avesse ancora confermato o riconosciuto.
Veramente Ridgeway (a pag. 8) parla di VIII secolo. Comunque c'è stato un
autore antico, di cui in questo momento non ricordo il nome, che
effettivamente fa riferimento a quel periodo, che però non risulta
accettabile alla luce sia del confronto con gli altri autori greci sia delle
evidenze archeologiche.
Ischia è stata frequentata dagli Egeo-Micenei certamente fin dal XV secolo
a.C. ma la fondazione di Pithekoussai dovrebbe porsi verso la metà dell'VIII
secolo, forse intorno al 770/750.
Post by Brigida
Buona domenica!
Buon lunedì! :-)
--
Righel
______________________________
http://digilander.libero.it/FRRU/Ind0.htm
Brigida
2011-10-23 22:51:01 UTC
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Post by Righel
Veramente Ridgeway (a pag. 8) parla di VIII secolo.
Pag. 27: al 750 Pithekoussai nel Golfo di Napoli aveva già raggiunto la sua
massima espansione :þ
Ma ammetto che mi sono confusa davvero con Lefkandi e Micenei e citavo a
memoria una cosa che non ho più letta da qualche tempo (troppo). Così imparo
a spararle grosse : )
Post by Righel
Post by Righel
Buon lunedì! :-)
Anche a te e tutti! : )
Brigida

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