Discussione:
29 giugno, SS.Pietro e Paolo
(troppo vecchio per rispondere)
Righel
2013-06-29 16:42:58 UTC
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Ovviamente un thread sul 29 giugno, iniziato il 29 giugno, non puo' che
esordire con gli auguri a tutti lettori che si chiamino Pietro o Paolo.
I due personaggi sono accomunati nella protezione della nostra capitale e
vengono spesso citati insieme.
Su in sito leggo:
"Attraverso il loro martirio, essi sono diventati fratelli; insieme sono i
fondatori della nuova Roma cristiana."
Fratelli... in Cristo, naturalmente, ma la cosa non e' comunque irrilevante.
Furono martirizzati entrambi nello stesso giorno (che non conosco), del 67
d.C. Ed ambedue vengono ricordati lo stesso giorno: 29 giugno.
Ma e' interessante l'osservazione secondo cui:
"insieme sono i fondatori della nuova Roma cristiana.".
Fondatori... così come la Roma primitiva fu anch'essa fondata da due
fratelli, per di piu' gemelli, Romolo e Remo.
Ma Romolo e Remo non sono morti nello stesso giorno.
Certamente a Roma saranno stati ricordati in qualche data, unitamente o
separatamente, non lo so.
Ho fatto in po' di ricerche, sia in rete che fra i miei libri, ma senza
risultato. Eppure qualche ora fa, su Radio Uno, è stato affermato che
anch'essi venivano ricordati a Roma il 29 giugno.
In genere non mi fido molto dei mass media, ma questa volta il relatore
(credo un sacerdote del Vaticano) sembrava molto ben informato.
E l'idea di questo post nasce proprio da quella trasmissione.

C'è un altro particolare che sembra accomunare le due coppie:
Pietro e Paolo.
Avete mai sentito nominarli come "Paolo e Pietro"?
Romolo e Remo.
Avete mai sentito nominarli come "Remo e Romolo"?
Il che mi fa venire in mente un'altra celeberrima coppia di Gemelli, i
Dioscuri: Kastor e Polideukes (Castore e Polluce), questi appartenenti al
mito greco.
Castore e Polluce.
Avete mai sentito nominarli come "Polluce e Castore"?

Potrebbe essere simpatico effettuare un confronto fra il calendario
cristiano, quello romano (romuleo, o giuliano?) e quello greco, che pero' e'
sostanzialmente difforme dai primi due, per scoprire se anche i due Dioscuri
(talora chiamati anche i due Castori) avessero un qualche rapporto con
quella parte dell'anno che corrisponde più o meno all'inizio dell'estate.
Intanto, per non dare l'impressione di trascurare i Figli di Dio (Dioscuri)
ricordo che il loro mito e' collegato ai cavalli.
Cavalli!?
Ah, già... come gli Asvini indu'.
A proposito di cavalli: dal XV al XVIII secolo e' esistita una tradizione
secondo cui il Re di Napoli doveva fare dono di un cavallo ("chinea") al
Papa una volta all'anno.
Quando? Ma il 29 giugno, è ovvio!

Qualcuno se la sente di sconfiggere la pigrizia mentale che da un bel po' di
tempo affligge questo n.g.?
--
Righel
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http://www.frru2.altervista.org/index.html
Rafminimi
2013-07-02 07:43:23 UTC
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----- Original Message -----
From: "Rafminimi" <***@infinito.it>
Sent: Sunday, April 21, 2013 8:07 PM
Subject: Natale di Roma

Natale di Roma?
Articolo di Pietro Bargellini apparso sulla rivista Fede e Ragione
(Anno X, n. 15-16, del 14-21 aprile 1929)

Si nasce due volte: una volta per morire, e l'altra per vivere; e città, che
nacquero una volta sola, che rizzarono le loro mura per consiglio d'uomo,
ora giacciono sotto una coltre di polvere e di silenzio.
Ogni tanto qualcuna ritorna al pallido sole confortata dal pianto degli
archeologi; ma non sorride più, né si riaccende più di vera vita. La morte
senza seconda nascita le ha spolpato tutti gli abbellimenti, le ha cavato
gli occhi, le ha riempito le cavità di terra e di fango. Soltanto sopra
qualche rudere s'inghirlanda, e qualche sasso senti palpitargli sopra il
ventricciolo d'una lucertola. Tutta la vita è quella: il resto non è che
spettrale ricordo. Ma chi è rinato non muore, e la città, che è nata due
volte, può sfidare i secoli.
Dieci volte può essere stesa al suolo, e dieci volte drizzerà le sue torri.
I suoi ruderi saranno la testimonianza della sua vitalità e non della sua
morte; tra le sue macerie ruzzeranno i fanciulli delle generazioni nuove, e
la colonna della sua grandezza abbattuta resterà come il tronco d'albero
caduto in mezzo al nuovo campo, che monta.
La città, che è nata due volte, non teme più la sua distruzione materiale, e
sfida il tempo e il turbine, perché non potendo nascere due volte
materialmente, alla seconda nascita non sarà più soggetta agli elementi.
E Roma è la città, che vanta due nascite: la prima completamente terrena,
sprofondata nel peccato, dalle basi sanguinose al sommo del suo Pantheon,
per cui "dominando quasi tutte le genti, serviva agli errori di tutte le
genti; e sembrava si fosse fatta una grande religione, mentre non era stata
capace di rifiutare nessuna falsità"; e la seconda, una rinascita per la
quale, da maestra dell'errore, diventò maestra della verità.
I due atti di nascita sono chiarissimi, rogati ambedue col sangue,
confermati dalla storia, abbelliti dalla leggenda in tutti i loro diversi
caratteri.
Nelle mitologie della prima nascita di Roma, i segni della peccaminosità e
della terrestrità sono insistentissimi. Una vergine violata, Rea di nome e
di fatto, violata dal più brutale dio della mitologia pagana, è la madre dei
due eroi, che fonderanno la città. Se non bastasse, dalle mammelle di una
lupa, gli stessi eroi avranno buon agio di succhiare buon alimento per
nutrire istinti violenti e bestiali, tanto che, anche al momento solenne del
trar gli auspici s'assaliranno ferocemente e il solco quadrato berrà, come
prima rugiada, il sangue di Remo svenato dal fratello.
Così, sul solco di Roma, si ripete il delitto di Caino, come per ricordare
il peccato primo, che tiene aggiogati gli uomini più pesantemente che il
toro e il bove non siano, intenti alla simbolica opera di chiusa.
Nella tragica leggenda della origine di Roma si possono, è vero, levando la
brutta scorza di fuori, scoprire reconditi significati di giustizia e di
autorità; ma la realtà crudele dei fatti, che il racconto rozzo ci
rappresenta, non è mai completamente vinta da questo significato profondo,
ed ha sempre una paurosa preponderanza nella tradizione della prima nascita.
Il Natale di Roma, il primo natale di Roma, sarà sempre un natale di morte,
se la seconda nascita non soccorrerà poi la città eterna. Perciò sulla
città, sorta dove il fiume s'impigra e già s'impaluda, sarebbe tornata
coll'andar
dei secoli, la melma gialla e tenace; la diaspora sarebbe tornata sulla
città chiusa a raccogliere gente spersa e diversa; il cemento delle mura,
intriso col sangue fraterno, avrebbe allentato col tempo la sua presa; e le
superbe costruzioni, spossate sui fianchi, sarebbero crollate: prunai
sarebbero tornati i giardini; rèdole da volpi le strade consolari; e il nome
di Roma sarebbe stato scritto sulla sabbia, se la seconda rinascita non
fosse venuta a confermar la gente, a rifondar le mura, a ripiantare i boschi
sacri.
È inutile tornare a dire della seconda nascita del secondo Natale di Roma. È
inutile tornare a dire quello che meravigliosamente è stato detto da san
Leone Magno agli ultimi nostri Papi, da Prudenzio a Dante, da sant'Agostino
al Bossuet, che cioè la seconda nascita di Roma, la nascita, dopo di cui non
si muore, è stata quella del Vangelo di Cristo.
Due eroi l'hanno fondata, e due eroi l'hanno rifondata. Romolo e Remo i
primi; san Pietro e san Paolo i secondi: figli del più grande campione degli
dèi pagani i primi; figli di Cristo i secondi, il vincitore del peccato e
della morte.
Si è detto che le due nascite di Roma non potevano essere più chiare;
s'aggiunga
che non poteva essere più evidente la diversa loro natura. Tanto più brutta
la prima, tanto più bella la seconda; tanto più materiale la prima, tanto
più spirituale la seconda. E tutte e due segnate da stigmate nette e
violente, che invano si sono volute sbiadire con lo stendervi sopra lo
scredito della favola e l'incertezza della leggenda. Stigmate accese e
prepotenti pel colore soprattutto del sangue.
E poiché ogni equivoco su queste due nascite è impossibile; poiché non si
possono fondere le due tradizioni, non si possono mescolare i due sangui;
poiché un misto di sacro e profano non è mai giustificabile bisogna pensare
bene oggi a quale Natale si voglia alludere.
Si vuole ricordare il primo, il natale della morte o il secondo, quello
della vita?... Si vuole Roma eterna o si vuole Roma transitoria?... Si vuole
Roma e solamente Roma reggitrice del mondo, o prima, seconda, terza, quarta
e chissà qual'altra Roma, con tanti compitucci, che piccoli uomini
intenderebbero di volerle assegnare?
E cioè: s'intende di celebrare la prima nascita tutta e soltanto in tono
pagano, o s'intende di celebrare nella prima nascita il prodigioso sorgere
di una città predestinata, e grande in funzione soltanto della sua
predestinazione?
Nel primo caso non ci si sentirebbe disposti di secondar riti su are di
cartapesta, né d'invocar dèi mani o tutelari, né di risvegliar ombre e
spiriti in Campidoglio. Né disposti si sarebbe a sopportar miscugli di sacro
e di profano, ibridismi di pagano e di cristiano per ambizione retorica o
per accondiscendenza mondana.
Per noi, e non son cose nuove, il primo Natale di Roma è un fatto
provvidenziale, che ha la sua conferma, la sua illustrazione, e la sua
esaltazione soltanto nella seconda nascita. Disposti, dunque, a celebrarlo
con immensa gioia, soltanto quando il solco quadrato sia spaccato e aperto
dalla Croce di Cristo, che divide e riunisce il mondo intero.
(Da Fede e Ragione, Anno X, n. 15-16, 14-21 aprile 1929)
Post by Righel
Ovviamente un thread sul 29 giugno, iniziato il 29 giugno, non puo' che
esordire con gli auguri a tutti lettori che si chiamino Pietro o Paolo.
I due personaggi sono accomunati nella protezione della nostra capitale e
vengono spesso citati insieme.
"Attraverso il loro martirio, essi sono diventati fratelli; insieme sono i
fondatori della nuova Roma cristiana."
Righel
2013-07-02 09:01:46 UTC
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Post by Rafminimi
Natale di Roma?
Articolo di Pietro Bargellini apparso sulla rivista Fede e Ragione
(Anno X, n. 15-16, del 14-21 aprile 1929)
E' la testimonianza, sebbene un po' datata, di un Uomo di fede.
E, come tale, la rispetto.

Tuttavia mi appare un po' fuori posto in un n.g. che nel suo nome contiene
"scienza" e "archeologia".
Ho sempre ritenuto, infatti, che i punti di vista fideistici, siano essi
relativi a una religione o a una scelta politica, non possano e non debbano
influenzare la ricerca scientifica.
Si tratta, a mio modesto parere, di due problemi (la fede e la scienza) che
necessitano di mezzi d'indagine diversi e non conciliabili fra di loro.

Non puoi con metodologie scientifiche dimostrare la veridicità di
un'opinione politica o delle basi della fede in una qualsiasi divinità.
Né puoi dimostrare il contrario.

Così come gli strumenti fideistici o religiosi non possono dimostrare la
verità di una affermazione scientifica: non foss'altro perché in
quest'ultimo campo tutto ciò che viene dimostrato lo è "fino a prova
contraria", il che sarebbe impensabile per l'Uomo di fede.

Mi spiego con un esempio.
Se io ti affidassi uno strumento scientifico, anche banale, come un metro, o
raffinatissimo, come un radiotelescopio gamma, e poi ti chiedessi di
determinare, utilizzando tale strumento, la pressione atmosferica, in questo
momento, nel mio studio... beh! immagino che mi manderesti a quel paese,
dubitando seriamente - e con ottime ragioni - della mia sanità mentale.
Il problema è tutto qui: inadeguatezza dello strumento per la finalità del
suo uso.

L'articolo è stato composto nel 1929 e dimostra come Bargellini (peraltro
uomo di considerevole istruzione) non avesse alcuna esperienza né
Post by Rafminimi
Ogni tanto qualcuna ritorna al pallido sole confortata dal pianto degli
archeologi; ma non sorride più, né si riaccende più di vera vita. La morte
senza seconda nascita le ha spolpato tutti gli abbellimenti, le ha cavato
gli occhi, le ha riempito le cavità di terra e di fango. Soltanto sopra
qualche rudere s'inghirlanda, e qualche sasso senti palpitargli sopra il
ventricciolo d'una lucertola. Tutta la vita è quella: il resto non è che
spettrale ricordo.
Ma poi deve aver cambiato opinione visto che dopo la guerra provvide, come
assessore di Firenze, al restauro di alcuni monumenti antichi.
Oppure si è piegato alle necessità politiche ed elettorali di quei tempi e
di quel clima politico.
Infatti per un paio d'anni fu anche sindaco di quella splendida città.

Ripeto che, pur non condividendolo, rispetto il suo punto di vista ma
ritengo che sia inadeguato a questo n.g.
--
Righel
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Giancarlo
2013-07-10 15:23:23 UTC
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Post by Righel
cut
Pietro e Paolo.
Avete mai sentito nominarli come "Paolo e Pietro"?
Romolo e Remo.
Avete mai sentito nominarli come "Remo e Romolo"?
Il che mi fa venire in mente un'altra celeberrima coppia di Gemelli, i
Dioscuri: Kastor e Polideukes (Castore e Polluce), questi appartenenti al
mito greco.
Castore e Polluce.
Avete mai sentito nominarli come "Polluce e Castore"?
Forse gli inglesi lo fanno, come rovesciano "bianco e nero" e "sani e
salvi", ma non ho mai avuto occasione di sentire.
Post by Righel
Potrebbe essere simpatico effettuare un confronto fra il calendario
cristiano, quello romano (romuleo, o giuliano?) e quello greco, che pero' e'
sostanzialmente difforme dai primi due, per scoprire se anche i due Dioscuri
(talora chiamati anche i due Castori) avessero un qualche rapporto con
quella parte dell'anno che corrisponde più o meno all'inizio dell'estate.
Intanto, per non dare l'impressione di trascurare i Figli di Dio (Dioscuri)
ricordo che il loro mito e' collegato ai cavalli.
Cavalli!?
Ah, già... come gli Asvini indu'.
A proposito di cavalli: dal XV al XVIII secolo e' esistita una tradizione
secondo cui il Re di Napoli doveva fare dono di un cavallo ("chinea") al
Papa una volta all'anno.
Quando? Ma il 29 giugno, è ovvio!
E' molto interessante quello che hai esposto.
Post by Righel
Qualcuno se la sente di sconfiggere la pigrizia mentale che da un bel
po' di tempo affligge questo n.g.?
Purtroppo in questo campo, come in molti altri del resto, non sono in
grado di aiutare molto.
Ma farò molto volentieri il "guardone" se ci saranno sviluppi.


Un abbraccio a tutti.
Giancarlo
Luigi C.
2013-07-10 22:06:04 UTC
Permalink
Post by Righel
Ovviamente un thread sul 29 giugno, iniziato il 29 giugno, non puo' che
esordire con gli auguri a tutti lettori che si chiamino Pietro o Paolo.
[...] Ed ambedue vengono ricordati lo stesso giorno: 29 giugno.
[...] Fondatori... così come la Roma primitiva fu anch'essa fondata da due
fratelli, per di piu' gemelli, Romolo e Remo.
[...] Ho fatto in po' di ricerche, sia in rete che fra i miei libri, ma senza
risultato. Eppure qualche ora fa, su Radio Uno, è stato affermato che
anch'essi venivano ricordati a Roma il 29 giugno.
In genere non mi fido molto dei mass media, ma questa volta il relatore
(credo un sacerdote del Vaticano) sembrava molto ben informato.
Nell'archivio storico del Corriere della Sera ho trovato un vecchio
articolo proprio sulla festa dei SS. Pietro e Paolo:

http://archiviostorico.corriere.it/2006/giugno/28/Grande_festa_per_Pietro_Paolo_co_10_060628029.shtml

Si parla anche di Romolo e Remo: "Il 29 giugno sembrerebbe essere la
cristianizzazione di una ricorrenza pagana, che esaltava Romolo e Remo:
infatti, come Romolo e Remo sono considerati i due mitici fondatori di
Roma, i due apostoli Pietro e Paolo sono, invece, riconosciuti come i
fondatori della Roma cristiana."
Post by Righel
Pietro e Paolo.
Avete mai sentito nominarli come "Paolo e Pietro"?
Romolo e Remo.
Avete mai sentito nominarli come "Remo e Romolo"?
No, sempre come Pietro e Paolo, e Romolo e Remo.
Post by Righel
Il che mi fa venire in mente un'altra celeberrima coppia di Gemelli, i
Dioscuri: Kastor e Polideukes (Castore e Polluce), questi appartenenti al
mito greco.
Castore e Polluce.
Avete mai sentito nominarli come "Polluce e Castore"?
No, nemmeno loro.
Post by Righel
Potrebbe essere simpatico effettuare un confronto fra il calendario
cristiano, quello romano (romuleo, o giuliano?) e quello greco, che pero' e'
sostanzialmente difforme dai primi due, per scoprire se anche i due Dioscuri
(talora chiamati anche i due Castori) avessero un qualche rapporto con
quella parte dell'anno che corrisponde più o meno all'inizio dell'estate.
Ho trovato dei riferimenti, anche se non in accordo tra loro.
Qui si riporta che il 13 agosto era celebrata una festa dedicata ai
celebri gemelli; inoltre si traccia un parallelo con i SS. Cosma e
Damiano:
http://www.romanoimpero.com/2010/09/il-culto-dei-dioscuri.html

Qui invece si assegna la festa in onore dei Dioscuri al 15 luglio:
http://www.treccani.it/enciclopedia/dioscuri/

In questo calendario si riportano due feste dedicate ai Dioscuri; una
il 27 gennaio e l'altra il 15 luglio:
http://www.liceostellini.it/feste/CalendarioFestivita.html
Righel
2013-07-11 08:58:28 UTC
Permalink
Post by Luigi C.
Si parla anche di Romolo e Remo: "Il 29 giugno sembrerebbe essere la
infatti, come Romolo e Remo sono considerati i due mitici fondatori di
Roma, i due apostoli Pietro e Paolo sono, invece, riconosciuti come i
fondatori della Roma cristiana."
Ah, ecco da dove è saltata fuori questa data.
Grazie, Luigi.
Post by Luigi C.
Post by Righel
Avete mai sentito nominarli come "Remo e Romolo"?
No, sempre come Pietro e Paolo, e Romolo e Remo.
...
Post by Luigi C.
Post by Righel
Avete mai sentito nominarli come "Polluce e Castore"?
No, nemmeno loro.
E con questo rispondo anche a Giancarlo.
Pietro e Paolo, Romolo e Remo, Castore e Polluce, Cosma e Damiano (ricordati
da Luigi C.)...
Sembra che nel pensiero popolare ci sia una specie preferenza o forse un
senso di priorità verso uno dei due.

Ovviamente potremmo inserire nel discorso anche Stanlio e Ollio, Gianni e
Pinotto... ma temo che finiremmo fuori strada :-)
Post by Luigi C.
Ho trovato dei riferimenti, anche se non in accordo tra loro.
Qui si riporta che il 13 agosto era celebrata una festa dedicata ai
celebri gemelli; inoltre si traccia un parallelo con i SS. Cosma e
http://www.romanoimpero.com/2010/09/il-culto-dei-dioscuri.html
A me (anzi ad alcuni di noi) risulta che il 13 agosto fosse la festa di
Diana. Oggi si ricorda Sant'Ippolito... che con Diana ebbe un rapporto
privilegiato.
--
Righel
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http://www.frru2.altervista.org/index.html
Luigi C.
2013-07-12 16:33:45 UTC
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Post by Righel
Post by Luigi C.
Ho trovato dei riferimenti, anche se non in accordo tra loro.
Qui si riporta che il 13 agosto era celebrata una festa dedicata ai celebri
http://www.romanoimpero.com/2010/09/il-culto-dei-dioscuri.html
A me (anzi ad alcuni di noi) risulta che il 13 agosto fosse la festa di
Diana. Oggi si ricorda Sant'Ippolito... che con Diana ebbe un rapporto
privilegiato.
Quello era il figlio di Teseo, però :-)
Righel
2013-07-13 14:51:26 UTC
Permalink
Post by Luigi C.
Quello era il figlio di Teseo, però :-)
Il che ci da la prova che certe raccomandazioni provenienti "dall'alto"
funzionano anche all'estero.
--
Righel
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