Discussione:
quando l'Italia era piccola [by Ulderico Nisticò]
(troppo vecchio per rispondere)
R***@libero.it
2012-12-18 22:50:19 UTC
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Raw Message
QUANDO L'ITALIA ERA PICCOLA
Qual è l’origine del nome Italia?

Il 95% degli studenti italiani non conosce l’origine del nome Italia.
Analoga disinformazione si riscontra nel 98% degli adulti. Perché?
I libri di storia ricalcano un canovaccio troppo semplice, e stereotipato:
un sistema di informazione nel quale il Sud Italia non è considerato (se non
per il periodo magnogreco).

Di seguito la storia di Re Italo, del Regno esteso da Reggio a Mileto
(Aspromonte e Serre: l’originaria Saturnia), delle relative testimonianze
archeologiche, e della successiva estensione dell’Italia a tutta l’attuale
Calabria.
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DOVE "NACQUE L'ITALIA"
Il nome deriva dal vocabolo Italói, termine con il quale i greci designavano
i Vituli (o Viteli), una popolazione che abitava nella punta estrema della
nostra penisola, nei pressi dell’odierna Catanzaro, i quali adoravano il
simulacro di un vitello (vitulus, in latino). Il nome significa cioè
“abitanti della terra dei vitelli”. Fino all’inizio del V secolo avanti
Cristo, con Italia si indicò solo la Calabria, in un secondo tempo il nome
fu esteso a tutta la parte meridionale del Paese.

Dalla Calabria alle Alpi. Nel secolo III, dopo le vittorie riportate dai
romani contro i Sanniti e contro Pirro, si estese fino al Magra e al
Rubicone. Nel 49 avanti Cristo, quando anche alla Gallia Cisalpina furono
concessi i diritti di cittadinanza romana, anche le regioni settentrionali
della penisola presero il nome di Italia. Tali confini vennero ulteriormente
dilatati con la riforma amministrativa di Augusto (27 dopo Cristo) che li
portò a ovest al fiume Varo (presso Nizza) e a est al fiume Arsa, in Istria.
(fonte: "Focus")

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CALABRIA: DOVE NASCE L'ITALIA

La Calabria, per la sua posizione geografica nel centro del Mediterraneo,
aveva già dall'origine il destino segnato come terra di transito e di
incontro. Molte popolazioni vi giunsero da parti diverse e progressivamente
si scontrarono, si sovrapposero, si fusero: Siculi e Tirreni, Coni e Itali,
Morgeti e Pelasgi, Enotri e Bruzi.

Aristotele e Antioco ci narrano che un re leggendario, Italo, avrebbe
conquistato la regione e creato insediamenti stabili. Secondo alcuni Italo
era re degli Itali, popolo proveniente probabilmente dall'Anatolia, ma
secondo altri degli Enotri. Inoltre, per altri ancora, il nome Italo
deriverebbe da quel vitulus (vitello) che richiama l'incisione rupestre di
Papasidero. E da qui vitulia (terra dei vitelli), per approdare infine al
nome di Italia, che poi è diventato quello dell'intera nazione. Da qui il
mito della Calabria come "regione-madre dell'Italia".

Ovviamente non tutti sono d'accordo ed Ellanico di Mitilene, seguito da
Timeo e da Varrone, contrappone un'altra leggenda: quella di Ercole che
avrebbe condotto i vitelli rubati a Gerione nella vicina Sicilia, denominata
quindi a sua volta Vitulia. Ma anche se i tempi sono remoti e incertissimi,
più che le fonti predomina il mito.

Nell'antichità, i territori dell'odierna Calabria vennero diversamente
indicati:
- Ausonia, per le proprie ricchezze;
- Esperia, perché per i Greci in direzione dell'Occidente;
- Enotria, terra del vino o da Enotrio re di Arcadia;
- Italia, dal re Italo o terra dei vitelli;
- Magna Grecia, perché diventò splendente più della madre patria;
- Bruzia, perché vi viveva il popolo dei Bruzi
e infine, sotto i Bizantini nel VI secolo d.C., Calabria, etimologicamente
terra d'ogni bene, che fino ad allora aveva indicato il Salento, la penisola
che oggi si stende tra Brindisi ed Otranto.

(http://www.calabriamia.it/storia/breve-storia-della-calabria-di-mario-caligiuri/2---calabria-dove-nasce-l'italia.aspx)

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ITALO
Il nome di Italia ebbe origine sulle nostre montagne in tempi già molto
antichi. Vero che i nomi non sono affatto conseguenza delle cose, e più
spesso un caso: tutti chiamano Greci i Greci, tranne i Greci, che nel
Medioevo si chiamavano da sé Romani, e anticamente e oggi Elleni; l’America
si chiama America e non Colombia; però i suoi abitanti originari li diciamo
Indiani. Non vogliamo perciò aggiungerci al cattivo coro di quelli che
cercano per la Calabria remote glorie nominali, ma solamente studiare un
aspetto di cui magari si parla molto, però forse non se ne sa a sufficienza.
Una premessa di mitopoiesi, una categoria mentale scarsamente frequentata: i
miti non nascono prima, ma dopo, e molto dopo la nascita di un popolo, di
una città, di un rito. Comunque sia andata, non fu dunque Italo a dare il
nome al popolo, ma il popolo ad Italo. Veniamo alle fonti.
Così scrive Tucidide (Storie, VI, 2): “I Siculi dall’Italia (lì infatti
abitavano) passarono in Sicilia per sfuggire agli Osci, come è logico e si
racconta, su zattere, scegliendo la rotta come il vento spingeva, e forse
navigando chi qua chi là. Ci sono però ancora in Italia dei Siculi, e la
terra fu chiamata Italia per Italo, re dei Siculi, che portava questo nome”.
E Aristotele (Politica, VII, 9 1329; VII 10): “Tramandano i racconti degli
abitanti di lì che un certo Italo fu re degli Enotri, e da lui, mutando il
proprio nome, gli Enotri vennero chiamati Itali e prese il nome di Italia
questa penisola dell’Europa, quella parte che si trova tra il Golfo
Scilletino e quello Lametino; e questi distano fra loro il camino di mezza
giornata. Narrano che questo Italo rese agricoltori gli Enotri che erano
nomadi, e diede loro molte leggi, e istituì per primo le mense comuni”.
E Dionigi di Alicarnasso (Biblioteca, I, 35): “L’Italia nel tempo fu
chiamata così dal nome di un uomo potente, Italo. Dice Antioco di Siracusa
che questi, assurto a virtù e saggezza, convinse alcuni degli abitanti con
parole, altri li piegò con la forza a sottomettergli tutto il territorio tra
i golfi Napetino e Scilletino; e questo fu il primo a chiamarsi, da Italo,
Italia. Quando ne fu padrone e aveva molte genti sotto il suo potere, si
estese, e soggiogò molte città; ed era di stirpe enotria”.
Le notizie non sono molto concordi: se il re eponimo dell’Italia era un
siculo per Tucidide, un enotrio per Aristotele e Dionigi; e se gli Enotri
divennero Itali, oppure Itali, perduta in greco la v iniziale, sono il
popolo della vite, del vino, in greco oinos. Si tratta dunque di un nome con
cui i Greci chiamarono, ma nella loro lingua, i popoli indigeni?
D’altro canto, Apollodoro (2, 5) scrive che italòs nella lingua dei
“Tirreni”, intende genericamente italici, significa toro: sarebbero perciò
il popolo dei Vituli. Gli fa eco Varrone (De agri cultura, II), affermando
che “l’Italia è detta così dai buoi”. Isidoro (Etimologie, 84), aggiunge che
Italo, Sabino e Sicano furono fratelli, ed eponimi dei loro tre popoli.
Come che fosse, gli Itali costituirono un loro Stato tra i due golfi, di cui
“in nessun altro luogo l’Italia è più stretta”, come osserva Plinio il
Vecchio. Italo, loro re, o nome in cui si racchiudono re e governi di
secoli, sottomise o con le armi o con la politica il territorio, e lo
organizzò nei sissizi, le mense comuni.
Dei sissizi greci, soprattutto spartani, scrivono Senofonte (Costituzione
degli Spartani) e Plutarco (Licurgo), dandone un’interpretazione religiosa,
militare e di coesione sociale, e di espediente per evitare egoismi e
arricchimenti, e la tentazione del lusso. Mangiare assieme significa
sentirsi pari, uniti anche nelle funzioni elementari.
Il nome di Italia fece sì che i Greci stanziati nell’attuale Calabria si
chiamassero Italioti. La denominazione si estese a tutti i Greci del
Meridione, e il territorio si disse Italia. Quando gli alleati di Roma si
ribellarono (91 aC), scelsero per loro capitale Corfinio e la chiamarono
Italica, e coniarono una bella moneta con l’effigie del toro che schiaccia
la lupa! Con Augusto divenne Italia tutta la Penisola fino alle Alpi.
Poi, siccome i nomi non sono conseguenza delle cose, nel Medioevo e fino a
Napoleone, il Regno d’Italia, pur esso quasi sempre nominale, ebbe per
confini le Marche. Confini verso sud, giacché il Meridione, Stato normanno
detto Regnum Siciliae, poi di Napoli, ne restava escluso! Così va il mondo,
e i nomi mutano secondo i tempi e le circostanze. Nato sulle Serre
calabresi, il nome di Italia finì a Milano, per poi tornare anche da noi
dopo il 1860.
Resta da chiedersi, e gli Itali, o Enotri, e i Siculi, e gli altri popoli
Morgeti, Choni, Iapigi che popolarono la terra poi detta – anche questo nome
vagò! – Calabria, che fine fecero? I Greci ne avevano notizia come di
identità etniche e linguistiche, ma ne scrissero pochissimo. Sappiamo che i
Siculi combatterono contro Locri, ma gli altri pian piano si assimilarono,
aggiungendo alla civiltà greca degli apporti originali.
Le credenze nella trasmigrazione delle anime, l’orfismo, la stessa filosofia
che inizia in Magna Grecia come nelle colonie asiatiche, e solo dopo penetra
nella Grecia propria, sono prova che i Greci assunsero elementi indigeni
come ne diedero di ellenici. Purtroppo i testi magnogreci sono quasi tutti
letterari, ma di tanto in tanto vi compaiono parole particolari di probabile
origine pregreca.
Restano i nomi di alcune città enotrie, o comunque indigene: Argentanum,
Cyterion, Petelia, Siberene, Uffugum... I posteri hanno cercato di
identificarle ciascuno con casa sua, ma con dubbio esito. Poi arrivarono
Bruzi e Romani, ma questo è un altro discorso.

Ulderico Nisticò
Bhisma
2012-12-18 23:00:55 UTC
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Raw Message
Post by R***@libero.it
Qual è l’origine del nome Italia?
http://www.pittau.it/comune/italia.htm

Saluti da Bhisma
--
...e il pensier libero, è la mia fé!
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