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bottega artigiana nel Paleolitico
(troppo vecchio per rispondere)
Paolo
2011-10-15 10:35:38 UTC
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http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1349833

L'articolo in Le Scienze mostra come già nel paleolitico l'uomo era
dotato di uno spiccato intuito e una buona conoscenza di "chimica"
dovuta all'esperienza più che a cogliere il vero significato chimico.

Anche lo sviluppo di un processo produttivo, scoperto sempre in epoca
Paleolitica, è molto interessante. L'uomo cominciò a fare i sui primi
passi come "imprenditore" molto tempo fa, e forse questa inventiva
Paleolitica è giunta fino ai giorni nostri dove l'uomo più colto ha
saputo costruire vere e proprie imprese.

Un istinto "imprenditoriale" e di utilizzo della "chimica" degli
albori della storia dell'Uomo, che ci ha accompagnati e che tuttora
utilizziamo nella nostra società...
Giuseppe De Micheli
2011-10-15 11:10:49 UTC
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"Paolo" <***@gmail.com> ha scritto nel messaggio news:9bd0bbb2-befe-498a-8486-***@f36g2000vbm.googlegroups.com...
http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1349833
Post by Paolo
L'articolo in Le Scienze mostra come già nel paleolitico l'uomo era
dotato di uno spiccato intuito e una buona conoscenza di "chimica"
dovuta all'esperienza più che a cogliere il vero significato chimico.
Anche lo sviluppo di un processo produttivo, scoperto sempre in epoca
Paleolitica, è molto interessante. L'uomo cominciò a fare i sui primi
passi come "imprenditore" molto tempo fa, e forse questa inventiva
saputo costruire vere e proprie imprese.
Un istinto "imprenditoriale" e di utilizzo della "chimica" degli
albori della storia dell'Uomo, che ci ha accompagnati e che tuttora
utilizziamo nella nostra società...
Quello che mi sorprende di più è che, in epoca di cacciatori-raccoglitori
necessariamente nomadi, ci fosse una attività *stanziale* come una bottega
artigiana.
Significa che i gruppi di cacciatori-raccoglitori inserivano nei loro
itinerari anche una visita alla bottega per rifornirsi?

Lewis R. Binford (teorico e antesignano dell'archeologia sperimentale) ha
rilevato che, per le popolazioni di cacciatori-raccoglitori attuali
(eschimesi Nunamiut) lo sfruttamento del territorio avviene per aree
distinte, con una permanenza nell'area di circa dieci anni, e con un ritorno
ciclico ogni cinquant'anni circa. L'intero areale ha circa 120 miglia di
diametro. Se il comportamente dei cacciatori-raccoglitori paleolitici fosse
lo stesso questo renderebbe problematicche le visite a un determinato punto
nel corso del ciclo.

Giuseppe
Righel
2011-10-15 18:16:42 UTC
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Raw Message
Post by Giuseppe De Micheli
Quello che mi sorprende di più è che, in epoca di
cacciatori-raccoglitori necessariamente nomadi, ci fosse una attività
*stanziale* come una bottega artigiana.
La verità è che spesso equivochiamo i concetti di "nomadismo" e di
"stanzialità".
I nomadi, allora come adesso, si spostano in cerca di ciò che serve loro per
sopravvivere: cibo e acqua, innanzitutto, ma anche pelli per difendersi dal
freddo (ricordiamoci che quei sapiens vivevano in un'epoca glaciale, la
Riss, fase MIS6).
Una volta trovato un territorio ricco di frutti selvatici o di radici oppure
semi commestibili, non privo di animali a cui dare la caccia e magari con la
presenza di comodi ripari sotto roccia, non avevano alcuna ragione per
allontanarsene prima di aver esaurito queste "ricchezze".
Questo significa che diventavano momentaneamente stanziali, per qualche
settimana o per alcuni anni.
Insomma nel Paleolitico la stanzialità temporanea non era per nulla
un'eccezione.
I personaggi cui si fa accenno nel breve articolo citato da Paolo vivevano
in una grotta ad est dell'attuale Città del Capo, in Sud Africa, denominata
*PP13B* e probabilmente sono rimasti in quella zona per intere generazioni,
fra 164.000 e 123.000 anni fa, perché era l'unica zona in cui (a causa di
situazioni climatiche particolarmente drammatiche) potevano sopravvivere.
Tra l'altro dall'articolo originario si evince anche l'ipotesi, tutt'altro
che improbabile, che conoscessero la successione delle fasi lunari e che
sfruttassero questa conoscenza per prevedere le maree (soprattutto quelle
sigiziali) per poter procedere senza troppi rischi alla raccolta di frutti
di mare, cozze, patelle ed altro.
Se Luigi ci legge, si ricorderà forse che circa un anno fa tenni una
conferenza in Osservatorio su questo argomento.
Post by Giuseppe De Micheli
Significa che i gruppi di cacciatori-raccoglitori inserivano nei loro
itinerari anche una visita alla bottega per rifornirsi?
Perché no?
Il commercio è molto antico e risale ai primordi dell'umanità: lungo le sue
strade si è snodata la civiltà, tanto nel Paleolitico quanto ai tempi
nostri.
Post by Giuseppe De Micheli
Lewis R. Binford (teorico e antesignano dell'archeologia
sperimentale) ha rilevato che, per le popolazioni di
cacciatori-raccoglitori attuali (eschimesi Nunamiut) lo sfruttamento
del territorio avviene per aree distinte, con una permanenza
nell'area di circa dieci anni, e con un ritorno ciclico ogni
cinquant'anni circa. L'intero areale ha circa 120 miglia di diametro.
Il che conferma sostanzialmente quanto ho scritto sopra, anche se le
condizioni di vita dei Nunamiut come degli Inuit sono solo parzialmente
riconducibili a quelle dei cacciatori-raccoglitori dell'Africa paleolitica.
Post by Giuseppe De Micheli
Se il comportamente dei cacciatori-raccoglitori paleolitici fosse lo
stesso questo renderebbe problematicche le visite a un determinato
punto nel corso del ciclo.
Solo se il punto di rifornimento fosse stato unico.
Ma questo è tutto da dimostrare, oltre ad apparirmi decisamente improbabile.
--
Righel
______________________________
http://digilander.libero.it/FRRU/Ind0.htm
Luigi C.
2011-10-15 22:06:08 UTC
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Post by Righel
I personaggi cui si fa accenno nel breve articolo citato da Paolo vivevano
in una grotta ad est dell'attuale Città del Capo, in Sud Africa, denominata
*PP13B* e probabilmente sono rimasti in quella zona per intere generazioni,
fra 164.000 e 123.000 anni fa, perché era l'unica zona in cui (a causa di
situazioni climatiche particolarmente drammatiche) potevano sopravvivere.
Tra l'altro dall'articolo originario si evince anche l'ipotesi, tutt'altro
che improbabile, che conoscessero la successione delle fasi lunari e che
sfruttassero questa conoscenza per prevedere le maree (soprattutto quelle
sigiziali) per poter procedere senza troppi rischi alla raccolta di frutti
di mare, cozze, patelle ed altro.
Se Luigi ci legge, si ricorderà forse che circa un anno fa tenni una
conferenza in Osservatorio su questo argomento.
Infatti, mi è venuta in mente proprio quella conferenza mentre leggevo la tua
risposta.
Paolo
2011-10-15 23:03:18 UTC
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Post by Righel
Tra l'altro dall'articolo originario si evince anche l'ipotesi, tutt'altro
che improbabile, che conoscessero la successione delle fasi lunari e che
sfruttassero questa conoscenza per prevedere le maree (soprattutto quelle
sigiziali) per poter procedere senza troppi rischi alla raccolta di frutti
di mare, cozze, patelle ed altro.
Scusate ma forse non ho capito... fasi lunari e maree... conoscevano
questi fenomeni nel Paleolitico???
Un tot avanti...
Righel
2011-10-16 09:39:57 UTC
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Post by Paolo
Scusate ma forse non ho capito... fasi lunari e maree... conoscevano
questi fenomeni nel Paleolitico???
Che nel Paleolitico conoscessero le fasi lunari e le utilizzassero a fini
calendariali è già noto da quarant'anni, dagli studi di Alexander Marshak
(1), ma allora era stato possibile retrodatare questa data fino al
Paleolitico Superiore, fra l'Aurignaziano e il Gravettiano. In termini di
datazione assoluta dovremmo parlare del periodo compreso fra 40.000 e 20.000
anni a.C.
Non abbiamo però dati certi sul collegamento fra le fasi lunari e le maree,
per quanto sia estremamente probabile che almeno le popolazioni che vivevano
nelle fasce costiere ne avessero acquisito la consapevolezza.
Nell'articolo su Le Scienze che ho citato, Curtis W.Marean (2) avanza
l'ipotesi, assai ben documentata, che tale collegamento fosse noto e
utilizzato dagli abitanti della grotta PP13B fra 164.000 e 123.000 anni fa.

La conferenza cui alludevo nel mio post precedente si concludeva con questa
immagine:
http://digilander.libero.it/Righel40/att/PP13B/PP.htm



Note:
(1) Marshak, Alexander; The Roots of Civilization, Moyer Bell Ltd ,U.S.,
1991, Wakefield (ma pubblicato già negli anni '70).
(2) C.W.Marean è professore alla School of Human Evolution and Social Change
dell'Arizona State University, ed è membro dell'Institute of Human Origins.
--
Righel
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Giuseppe De Micheli
2011-10-16 20:53:16 UTC
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Post by Paolo
Scusate ma forse non ho capito... fasi lunari e maree... conoscevano
questi fenomeni nel Paleolitico???
Un tot avanti...
Le fasi lunari le vedi, le maree pure. Non mi sembra difficile anche
constatare che l'escursione è particolarmente evidente dopo determinate fasi
lunari (due o tre giorni dopo la luna nuova e luna piena, se non sbaglio).La
capacità di osservazione dell'uomo (e, se è per questo, anche di molti
animali) sono notevolissime. L'associazione fra evento e conseguenze è
necessaria per la sopravvivenza. Sopratutto i popoli cacciatori dovevano
tener conto di molti fattori per prevedere i percorsi e i comportamenti
delle loro prede. Secondo alcuni la quantità di informazioni da elaborare
dei cacciatori/raccoglitori è superiore a quella degli
allevatori/coltivatori. Le informazioni necessarie per prevedere il tempo
atmosferico sono ben più numerose di quelle sufficienti a prevedere le maree
quotidiane e quelle sigiziali.

G. De M.
Righel
2011-10-15 17:44:57 UTC
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Post by Paolo
http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1349833
L'articolo in Le Scienze mostra come già nel paleolitico l'uomo era
dotato di uno spiccato intuito e una buona conoscenza di "chimica"
dovuta all'esperienza più che a cogliere il vero significato chimico.
Le basi di questo discorso sono state fornite giusto un anno fa con un
articolo su Le Scienze (edizione cartacea, stampata) di Ottobre 2010,
intitolato "Quando Homo Sapiens rischiò l'estinzione".
Post by Paolo
Anche lo sviluppo di un processo produttivo, scoperto sempre in epoca
Paleolitica, è molto interessante. L'uomo cominciò a fare i sui primi
passi come "imprenditore" molto tempo fa, e forse questa inventiva
Paleolitica è giunta fino ai giorni nostri dove l'uomo più colto ha
saputo costruire vere e proprie imprese.
L'idea dell'homo sapiens come imprenditore è una fantasia del giornalista,
forse non priva di una base logica ma assolutamente non dimostrata.
La capacità di pianificare il lavoro a medio o lungo termine non comporta
necessariamente un'intenzione imprenditoriale: nulla esclude che tale
capacità fosse utilizzata solo all'interno del piccolo gruppo umano di
appartenenza: una specie di famiglia allargata, ma non ancora una tribù.
Anzi è probabile che fosse più diffusa di quanto si sia portati a credere ma
questo, ancora una volta, non implica l'esistenza di una classe
imprenditoriale.
Lo dimostra l'esistenza delle "industrie litiche" che appaiono sin dal
Paleolitico inferiore (cioè molto prima del sapiens) e che, a dispetto del
termine usato, sono solo degli stili di lavorazione della pietra che,
peraltro, permettono spesso di effettuare una datazione abbastanza
attendibile.
Questi stili si sono diffusi un po' dappertutto, dimostrando la capacità
dell'uomo di copiare ed esportare un certo tipo di lavorazione della pietra
che risultava più efficace per le sue esigenze o che per lo meno gli
sembrava tale.
Ma non per questo dobbiamo ipotizzare l'esistenza di uno spionaggio
industriale ante litteram :-)
Quello che invece risulta più interessante, almeno a mio parere, è l'aspetto
antropologico dell'uso dei colori per una probabile decorazione del corpo o
delle pareti di una caverna. Ciò lascia supporre (ma non dimostra ancora) la
presenza di quella particolare evoluzione del pensiero astratto che potrebbe
precedere la nascita della sacralità.
--
Righel
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Giancarlo
2011-11-05 16:02:33 UTC
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Post by Righel
...
Quello che invece risulta più interessante, almeno a mio parere, è l'aspetto
antropologico dell'uso dei colori per una probabile decorazione del corpo o
delle pareti di una caverna. Ciò lascia supporre (ma non dimostra ancora) la
presenza di quella particolare evoluzione del pensiero astratto che potrebbe
precedere la nascita della sacralità.
Secondo me più accompagnare che precedere.


Si sono proprio io. Finalmente !
Con un caloroso saluto a tutti.
Giancarlo
Righel
2011-11-05 23:00:47 UTC
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*Giancarlo* ha scritto:


(cut)

Bentornato, Giancarlo!
Cominciavamo a sentire le tua mancanza :-)
Post by Giancarlo
Secondo me più accompagnare che precedere.
Sì, sono d'accordo con te.

In realtà avrei dovuto scrivere "una prima organizzazione della sacralita",
perché in effetti il senso del sacro è probabilmente insito nell'uomo in
quanto tale.
Ma non ho idea di quando abbia cominciato a prenderne coscienza.
--
Righel
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Giancarlo
2011-11-06 08:30:59 UTC
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Post by Righel
Bentornato, Giancarlo!
Cominciavamo a sentire le tua mancanza :-)
GRAZIE !!!

Ho avuto parecchie difficoltà di settaggio.
Post by Righel
Post by Giancarlo
Secondo me più accompagnare che precedere.
Sì, sono d'accordo con te.
In realtà avrei dovuto scrivere "una prima organizzazione della
sacralita", perché in effetti il senso del sacro è probabilmente insito
nell'uomo in quanto tale.
Ma non ho idea di quando abbia cominciato a prenderne coscienza.
Purtroppo ci sono pochi ritrovamenti, ma sicuramente dobbiamo andare
molto indietro con il tempo, probabilmente molto più di quello che si
pensa comunemente.

Giancarlo
Righel
2011-11-06 10:17:32 UTC
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Raw Message
Post by Giancarlo
Purtroppo ci sono pochi ritrovamenti, ma sicuramente dobbiamo andare
molto indietro con il tempo, probabilmente molto più di quello che si
pensa comunemente.
Già... A volte mi chiedo se non finiremo per analizzare l'antropologia
culturale (si fa per dire) di alcuni primati: la "primatologia" :-)
--
Righel
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